- ADHD e Rabbia: Perché ci arrabbiamo così tanto e come gestirlo
- Quando la rabbia diventa travolgente
- La mia esperienza con la rabbia ADHD: quando, come e perché arriva
- Perché io sono sempre Arrabbiata (più o meno)
- La rabbia da mamma
- Ed in mezzo a questo è arrivata la maternità.
- La parte più difficile? Il rimorso dopo lo sfogo.
- Cosa succede nel cervello ADHD quando ci arrabbiamo?
- Come affronto la rabbia da ADHD: strategie che funzionano davvero
- Non sei sola in questa battaglia
ADHD e Rabbia: Perché ci arrabbiamo così tanto e come gestirlo
Quando la rabbia diventa travolgente
Se hai il cervello ADHD, sai che le emozioni possono essere un vero ottovolante. Tra queste, la rabbia è forse una delle più intense e difficili da controllare. Non è solo un semplice scatto d’ira: è una reazione profonda, istantanea e spesso travolgente, che può farci sentire fuori controllo, talmente intensa ed improvvisa a volte che lascia stupite perfino noi, altre volte si carica, come una molla, perché ci proviamo tantissimo a non esplodere, ma poi, alla fine: esplodiamo.
Ma perché la rabbia è così intensa nelle persone ADHD? E soprattutto, come possiamo gestirla senza sentirci in colpa o sbagliati?
In questo articolo ti racconto la mia esperienza personale con la rabbia da ADHD e ti spiego cosa dice la scienza su questo sintomo.
La mia esperienza con la rabbia ADHD: quando, come e perché arriva
Perché io sono sempre Arrabbiata (più o meno)
In terapia mi sono ritrovata ad usare Hulk come paragone. Avete capito bene, Hulk, quello verde, sempre incavolato.
Prof. Banner (Hulk): “È questo il mio segreto, Capitano. Io sono sempre arrabbiato!”
dal film The Avengers
Perché è così che mi sento, la mia ipersensibilità, la mia empatia mi porta a sentire intensamente anche situazioni non direttamente collegate a me, quindi sono sempre irritata per qualcosa, per i troppi stimoli sensoriali, per le ingiustizie che vedo e sento, per il senso di fatica costante di non riuscire a fare le cose come gli altri, con la stessa facilità con cui sembra che tutti vivano.
La rabbia da mamma
Ed in mezzo a questo è arrivata la maternità.
La rabbia con la maternità si è modificata. Tutte le emozioni negative che mi potevano dare frustrazione, caricandomi fino a farmi esplodere in sfoghi emotivi, si sono ingigantite: la paura di non essere all’altezza, il senso di inadeguatezza, la stanchezza cronica (fisica e mentale). Inoltre si sono aggiunte altre cause di frustrazione: la carenza di sonno, il continuo essere stimolata, toccata, tirata, chiamata ed interrotta.

🔹 Cosa mi fa esplodere di rabbia?
- Quando mi interrompono mentre sono concentrata
- soprattutto i primi tempi con E. detestavo, sottolineo de-tes-ta-vo che mi interrompesse ogni tre secondi, il non riuscire nemmeno ad aprire il frigorifero, ad andare in bagno o bere un goccio d’acqua senza essere interrotta da un vagito, da un lamento mi mandava in tilt.
- Quando sento di non essere ascoltata
- Questo vale a tutto tondo con chiunque in famiglia. Perché ho la costante, cronica, odiosa sensazione di dire le cose e di non essere ascoltata, non sentita, ascoltata. Ignorata.
- Quando la frustrazione accumulata esplode
- Ci sono tecniche che si possono adottare per cercare di calmarsi e di gestire la rabbia che monta, però l’iperreatività emotiva significa che quelle stesse tecniche possono non essere efficaci in un momento di esplosione. E dopo si sta male.
- Quando sono sopraffatta dalla stanchezza o dal sovraccarico sensoriale
- Purtroppo questi due aspetti, nella vita di una mamma, di una neomamma, non mancano mai.
🔹 Come mi fa sentire?
- In colpa, perché non è così che voglio essere come mamma
- Sono perfettamente in grado di rendermi conto di aver passato il segno, eppure a volte vorrei non fermarmi. Perché diventa una valvola di sfogo per tutto, per tutte quelle altre cose che a volte cerchiamo di ignorare, di nascondere, per andare avanti e fingere che vada tutto bene anche quando non è così.
- Incompresa, perché gli altri non capiscono la mia reazione
- o peggio, la giustificano. Nel caso di rabbia verso un bambino, urlare è salutare per sfogarsi, ma non se urliamo contro il bambino. Io sono cresciuta con la disregolazione emotiva di un genitore e l’altro che lo giustificava. Posso garantire che non è stato un bel crescere.
- Detesto sentirmi dire “lo fanno tutti di arrabbiarsi ogni tanto”, “ha tirato la corda e ti ha fatto esplodere”. Dopo un’esplosione di rabbia ho bisogno di soluzioni concrete per calmarmi e strategie perché non accada più. Non voglio che i miei errori, perché per me urlare contro qualcuno è un errore, vengano giustificati, voglio che mi si aiuti a non farlo più!
- Stanca, perché la rabbia mi prosciuga energie
- ed imbarazzata. La vergogna di una mamma che ha ceduto alla rabbia. Una mamma non si dovrebbe arrabbiare mai, no? La narrazione ci vuole tutte modalità usignoli felici e contenti, quindi mamma non può urlare e perdere la bussola ogni tanto. Non può prendere a pugni il cuscino o farsi male alla gola urlandoci dentro. Mamma deve essere sempre pronta a porgere l’altra guancia… MA ANCHE NO! Non c’è vergogna nel provare delle emozioni. E come detto sopra, se non ti piace come capita a me, il modo in cui si manifestano quelle emozioni, la sola cosa da fare è imparare ad incanalarle e manifestarle. Tentare di reprimere la rabbia, non è una soluzione.
La parte più difficile? Il rimorso dopo lo sfogo.
Perché so che non volevo arrabbiarmi così tanto, ma è successo comunque.
Però sicuramente ho imparato una cosa: ho imparato a chiedere scusa. Sopratutto ai miei figli.
E. è già abbastanza grande da imitare i miei comportamenti e capire che essere arrabbiati va bene, ma non va bene alzare le mani, non va bene usare le altre persone come pungiball emotivi e che si può essere furiosi senza ferire o far del male -verbalmente o fisicamente- a chi ci sta accanto.
Per un bambino piccolo la rabbia è una delle emozioni più difficili da gestire, proprio come per noi ADHD, perché sono sempre arrabbiati. È difficile crescere! È difficile provare ad imparare a fare le cose da soli e non riuscirci, o provare a spiegare agli adulti cosa si vorrebbe e come e non riuscirci. Avete mai visto un bambino arrabbiarsi perché non avete chiesto prima di tagliare la banana? O di pelarla? O fare una crisi emotiva perché non riescono a togliere le scarpe da soli?
La grande sfida di essere mamma ADHD per me è questa: dover imparare prima a gestire le mie emozioni, per poterlo insegnare in modo sano ai miei figli.
Cosa succede nel cervello ADHD quando ci arrabbiamo?
Le persone ADHD hanno una disregolazione emotiva più marcata rispetto a chi non è ADHD. Questo significa che:
🔸 Il nostro cervello ha difficoltà a modulare le emozioni → una piccola frustrazione può trasformarsi in una grande reazione.
🔸 L’impulsività gioca un ruolo chiave → reagiamo prima di riflettere, perché la nostra corteccia prefrontale (che gestisce il controllo degli impulsi) è meno attiva.
🔸 Il nostro sistema nervoso è sempre in allerta → lo stress e la sovrastimolazione aumentano il rischio di esplosioni emotive.
La buona notizia? Ci sono strategie per gestire tutto questo.

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Come affronto la rabbia da ADHD: strategie che funzionano davvero
Negli anni ho trovato alcune strategie che mi aiutano a evitare che la rabbia prenda il controllo:
✅ Respiro consapevole → Mi allontano dalla situazione e respiro profondamente, inspiro con il naso per 4 secondi, ed espiro con la bocca per 6. A volte immagino un quadrato ed un esagono per guidare il respiro. Il momento migliore per usare questa tecnica è non appena sento che qualcosa mi sta infastidendo. Per me è fondamentale non cedere alla tentazione di “stringere i denti ed andare avanti”, perché so che la mia temperatura di ebollizione è sempre molto vicina, non c’è margine. Quindi lo devo creare io.
✅ Mi allontano dal problema → Questo è più difficile, sopratutto se sono sola a casa con i bimbi o la notte. Sono giunta alla conclusione che non gli succederà nulla se li lascio cinque minuti, o tre o due, da soli in cameretta, mentre io vado in sala a respirare o a sciacquarmi la faccia con l’acqua fredda (altra cosa super utile).
✅ Parlo invece di esplodere → Rielaboro. Dopo essermi allontanata, aver respirato, espongo il problema. “Sta succedendo questa cosa, che mi sta facendo sentire frustrata e mi sta facendo arrabbiare. Possiamo provare a fare diversamente?”. Le prime volte è strano, sopratutto perché mai nessuno nella mia vita mi aveva insegnato a fare una cosa così, figuriamoci con un bambino, ma quando riesce è bellissimo vedere come una potenziale catastrofe si risolve spesso con abbracci e bacini appiccicosi.
✅ Identifico i miei trigger → Riconoscere le situazioni che mi fanno arrabbiare mi aiuta a prepararmi in anticipo, a respirare in anticipo. Sapere che mi faranno incavolare, mi fa incavolare di meno. Strano, ma vero.
✅ Mi perdono → Sbagliare è normale. Imparare dai miei errori mi aiuta a migliorare senza colpevolizzarmi. Mi perdono e agisco perché non accada più.
Non sei sola in questa battaglia
Tutte le emozioni per una persona ADHD sono più intense, lo vediamo se ci confrontiamo con “gli altri”.
Spesso penso che siano loro ad essere insensibili, non io ad essere ipersensibile.
In ogni caso, non sei sola. E non solo non sei sola come mamma ADHD che si arrabbia e fatica a gestire il dolore che ne consegue e la sensazione di vergogna, anche altre mamme si arrbbiano, di una rabbia quasi furiosa. Solo che se ne parla ancora poco purtroppo.
Ti lascio un link ad un bel articolo sulla rabbia materna che ho trovato spulciando online.
Qui un approfondimento più medico sul metodo F.O.U.L. per la gestione della rabbia.
Trovi nel blog anche altri spunti sulla gestione delle emozioni e su come gestire i momenti di grande stress.
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